raggi verdi

Avocado italiano, siciliano o dell’Etna?

Avocado Lovers

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Gli amanti dell’avocado in Italia sono sempre di più. Non solo, ma quella che sembrava solo una cotta passeggera, si sta rivelando invece una relazione stabile e duratura. 

D’altro canto, come resistere a un frutto così saporito e versatile? 

La domanda di avocado freschi è quindi aumentata vertiginosamente nell’arco di pochissimi anni, e il mercato si è subito mosso per adeguare l’offerta, con un’intensa attività di importazione dall’America Latina

Un’offerta che, però, ha da subito rivelato dei punti deboli.

L’avocado americano

Nei paesi Latinoamericani da cui proviene la maggior parte degli avocado che finiscono sulle nostre tavole – e di cui questo frutto è originario – le coltivazioni estensive stanno creando problemi sociali, economici ed ecologici.

La grande richiesta infatti ha fatto aumentare il prezzo dell’avocado, che è diventato un ottimo affare. Perciò gli agricoltori hanno sostituito gran parte delle altre coltivazioni con piantagioni estensive e intensive di avocado, per massimizzare il profitto.

Poiché l’avocado è una pianta che richiede molta acqua, capita spesso che l’irrigazione lasci a secco interi villaggi. Per far spazio a questo tipo di coltivazione, inoltre, ampie aree di foresta vengono distrutte.

Per questo molti amanti dell’avocado, sebbene a malincuore, hanno deciso di rinunciare a consumarlo.

La buona notizia è che un’alternativa più sostenibile esiste.

L’avocado italiano

Il primo a portare l’avocado in Italia fu il papà di Italo Calvino, Mario. 

Appassionatissimo di botanica (come lo descrive lo stesso Calvino nel suo racconto “La Strada di San giovanni”) fece giungere alcuni esemplari  in Liguria – dove ancora si trovano – che prese a coltivare per hobby. 

Ma il suo rimase un esperimento e la coltivazione non si diffuse.

Molto più tardi, altri cominciarono a coltivarlo sporadicamente in regioni più calde, come la Calabria, la Sardegna e la Sicilia.

In tempi recenti, con l’aumentare dell’interesse e del consumo, l’avocado italiano si è rivelato un’alternativa particolarmente valida all’importazione da paesi dell’America Latina: la vicinanza, se non altro, riduce drasticamente l’impatto ambientale e i costi del trasporto.

L’avocado italiano è inoltre mediamente più saporito di quello importato, che dev’essere raccolto con larghissimo anticipo per poter affrontare il lungo viaggio.

Le regioni in cui l’avocado si è acclimatato meglio però, sono anche quelle che presentano le maggiori criticità legate all’acqua.

A questo si aggiunge il problema del caporalato, che ad alcuni sembra una facile scorciatoia per abbattere i costi di produzione, né più né meno di come avviene in Cile.

L’avocado siciliano

La Sicilia ha una lunghissima e florida tradizione di coltivazione di agrumi, le cui necessità sono molto simili a quelle dell’avocado: 

  • suoli ben drenati e ricchi di minerali;
  • abbondante acqua;
  • sole;
  • estati calde e inverni miti.

Per questo motivo l’avocado ha trovato in Sicilia una casa ideale. 

Negli ultimi anni però, la coltivazione di avocado siciliano – di pari passo con il crescere della domanda – ha preso sempre più piede, in alcuni casi soppiantando completamente le piantagioni tradizionali e più antiche e determinando una perdita di biodiversità.

Anche la Sicilia inoltre, come la Calabria e la Sardegna, presenta problemi di approvvigionamento dell’acqua, soprattutto in estate, quando la disponibilità è minore ma il fabbisogno delle piante aumenta.

L’avocado siciliano dell’Etna

A differenza delle piantagioni situate a quote più basse, l’avocado siciliano che cresce sull’Etna ha un bisogno minore d’acqua. 

L’altitudine infatti garantisce temperature minori in estate, e consente di non bagnare le foglie, come invece avviene più in basso per evitare che vengano bruciate dal sole estivo. In questa zona inoltre la disponibilità d’acqua in generale è maggiore.

Ma anche qui l’avocado-mania sta ponendo le condizioni affinché gli agricoltori sostituiscano le piantagioni tradizionali, come quelle di arance, con quelle più redditizie di avocado.

Bravocado è l’avocado buono e bravo

CasaCos, azienda agricola principale partner di Bravocado (Ph Gherardo Gossi)

Ma allora non c’è speranza per chi ama l’avocado?

Noi di Bravocado abbiamo un’idea diversa.

Crediamo che l’avocado possa trovare il suo posto anche in Italia, in particolare sull’Etna dove le condizioni sono più favorevoli, senza danneggiare l’ecosistema che lo ospita. 

Per questo ci rivolgiamo solo a piccoli agricoltori, che garantiscono 

  • metodi di coltivazione biologici, 
  • uso responsabile delle risorse idriche;
  • rispetto del lavoro e della dignità delle persone;
  • rispetto della biodiversità che rende unica questa microregione d’Italia.

Per questo Bravocado è l’avocado buono e bravo. Costa più degli altri?

Forse un poco.Ma acquistandolo sei sicuro che non sarà l’ambiente a pagarne il prezzo.

Le foto in questo articolo sono state scattate da Gherardo Gossi a CasaCos, partner di Bravocado

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